sabato 31 gennaio 2009

IL TERMINE "CATTOLICO"


Mi permetto di segnalare qui la pagina da Wikipedia dedicata al
cattolicesimo.
Quel che mi interessa è soprattutto la ricerca sul termine "cattolico".
A fronte di queste indicazioni forse riusciamo a comprendere meglio la nostra stessa vocazione a essere chiesa, a essere chiesa una santa cattolica e apostolica, a essere chiesa Cattolica Romana.

Tre sono i significati principali del termine "cattolico": etimologico, confessionale, teologico.
  • Etimologicamente, il termine "cattolico" viene dal greco καθολικός, che significa propriamente "completo", "tutto insieme". Questo è il significato primo del termine, così come viene esplicitato nel Credo niceno : "Credo la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica...".
  • Con le separazioni in seno alla Chiesa cristiana originaria, separazioni avvenute già nei primi secoli, ma poi inaspritesi con la separazione dall'Oriente cristiano (1054) e con la Riforma protestante del XVI secolo, il termine "cattolico" ha assunto un significato "confessionale", ad indicare quella parte della Chiesa cristiana, fedele al Vescovo e Papa di Roma, e che riconosce in lui l'autorità suprema della Chiesa.
  • Ciò non toglie che molte confessioni cristiane utilizzano il termine "cattolico" in riferimento a se stesse in rapporto alla Chiesa universale, dando tuttavia al termine significati teologici differenti.

Il termine compare per la prima volta con Ignazio di Antiochia (I sec.) che si rivolge alla comunità di Smirne: «Là dove c'è Gesù Cristo ivi è la Chiesa cattolica» (Ad Smyrnaeos, 8).

giovedì 29 gennaio 2009

COMMENT


In questi giorni finalmente His Holiness Barack XVI è stato finalmente papa.
Le sue dichiarazioni rispetto alla Shoah sono finalmente chiare, finalmente esplicite, finalmente cristiane.
Aldilà della reazione alle parole per nessun caso scusabili del signor Williamson (che ora pare dovremo incominciare a chiamare mons. Williamson) è evidente che la reazione degli ebrei non sia stata quella di discussione, di tentativo di dialogo, di apertura al "rendere ragione" di sè in ascolto dell'altro.
Eppure il dialogo è già così legato a un filo sottilissimo che questa williamsonata dev'esser stata davvero letale.
Ringraziamo allora, per una volta, il papa, che finalmente tende concretamente una mano a chi non ha il pugno chiuso.
Ah, no, quello era Obama.

Beh...

Resta da chiedersi se sia possibile che il problema essenziale che divide questi cristiani sia la liturgia. Mi sembra tanto che dietro ci sia altro, in termini politici ma anche psicologici.
Cosa vuol dire rifiutare il vaticano 2°?
Cosa vuol dire rifiutare un rito?
Trincerarsi su una posizione?
Non è forse paura, terrore dell'altro, xenofobia in senso pieno?
E come si può dialogare, dunque? Non si rischia di "concedere" (questa volta per davvero) un serio RELATIVISMO rispetto alla liturgia, alla concezione della chiesa, al vangelo.
Il relativismo, Sua Santità Barack XVI, forse è dentro alla chiesa, non fuori.


Mi pare che le strade del dialogo debbano essere altre.
Quelle intraprese con Kirill, ad esempio. Quelle che fanno della fatica del pensare insieme e del tentare una comunione PRIMA DI TUTTO STORICA E SOLO DOPO TEOLOGICA (Kasemann) il vero fulcro dell'ecumenismo.

lunedì 26 gennaio 2009

NO COMMENT


Liberamente tratto da
"Spinoza - Un blog serissimo":

"Ratzinger
aveva appena riabilitato i quattro vescovi ultra-reazionari ordinati da
Lefebvre: un gesto che ha riconciliato tutti. Con il buddismo."


Da "Repubblica.it":

"Per il rabbino Rosen, la scelta vaticana "è farsi gioco di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II.""

No comment...

P.s.: scusate ma non ho resistito, ed un commento mi sorge spontaneo...
Perché ci si ostina a volersi riconciliare con i Lefebvriani anziché
usare queste energie per ricostiituire una più fruttuosa comunione con
gli
anglo-cattolici?

martedì 20 gennaio 2009

UN'IDEA TEOLOGICA


Mi pare che in definitiva tutta la rivelazione, tenuto presente l'evento storico Gesù, si possa concentrare nello
"Shema' Jisra'el" (Dt 6,4-9).
Aldilà del riuscire a giustificarlo biblicamente e teologicamente (cosa che tenterò di fare nei prossimi post con l'aiuto di qualche testo che mi sembra significativo) direi che una prospettiva di questo genere potrebbe essere una non secondaria chiave d'accesso al dialogo ecumenico e al dialogo con gli ebrei.

meditiamo, insieme, il Deuteronomio e la rilettura di Gesù in Mc 12,28-31:

Ascolta, Israele:
JHWH nostro Dio,
JHWH è Uno.
E amerai JHWH tuo Dio
con tutto il cuore
e con tutta l'anima
e con tutte le tue forze.
Questi precetti che oggi ti dò
ti stiano fissi nel cuore. (Dt 6,4-6)

Qual è il primo di tutti i comandamenti?
Rispose Gesù: Il primo è:
Ascolta, Israele:
il Signore nostro Dio, il Signore è Uno.
E amerai il Signore tuo Dio
con tutto il cuore
e con tutta l'anima
e con tutta la tua mente
e con tutta la tua forza.
Il secondo è questo:
Amerai il tuo prossimo come te stesso (Lv 19,18).
Non c'è altro comando più grande di questi.
(Mc 12,29-31)

mercoledì 14 gennaio 2009

BUS ATEI


I commenti al fatto del giorno, "gli autobus atei".

Slogan: "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.".


L'italiano medio: "E chissene frega!".

Il prof. Pirola: "E allora chi è che mi ha offerto cappuccio e brioche stamattina?".

Girolamo Savonarola: "Vorreste dire che sono stato bruciato per niente?".

Kamikaze: "E le settanta vergini? Nemmeno quelle?".

Hugh Hefner: "Bravi, bravi, non credeteci... Lo dite solo perchè non siete me!".

Germano Mosconi: "E io con chi mona me la prendo adesso [censura]?".

Seguiranno aggiornamenti...