martedì 15 dicembre 2009
omnium in mentem
il m.p. vuole correggere alcuni canoni del Codice di Dir. Can. (CIC). Ci sono due temi:
- i diaconi
- "l'atto formale di separazione dalla Chiesa" e la legislazione sul matrimonio. (ossia lo "sbattezzo")
per il secondo tema (e sarà quello di cui si parlerà di più) riporto la reazione dello UAAR.
Si puo trovare questo articolo sul sito ufficiale. Io non so dire con precisione quali effetti avrà questo cambiamento.
"Per decisione di Benedetto XVI, gli sbattezzati torneranno, d’ora in poi, a essere considerati dalla Chiesa cattolica esclusivamente come fedeli battezzati, e quindi soggetti ai doveri di ogni fedele, anche in ambito matrimoniale. Il sommo pontefice ha infatti pubblicato un motu proprio, Omnium in Mentem (All’attenzione di tutti), firmato lo scorso 26 ottobre ma diffuso solamente oggi. Il documento (che non si segnala per la sua immediata comprensibilità) modifica il Codice di Diritto Canonico in tre diversi canoni, e sembra avere come conseguenza più immediata che lo sbattezzato non avrà più diritto ad accedere al cosiddetto matrimonio misto: non potrà cioè più sposarsi in chiesa ‘da ateo’ con un partner cattolico. L’introduzione del divieto sembra dunque rappresentare un tentativo di frenare l’imponente crescita numerica delle apostasie."
Rispetto al primo tema, invece, niente di nuovo.
Cioè, non è proprio vero. Mi pare che il CIC avesse qualche debolezza proprio rispetto alla concezione della differenza tra diacono e presbitero e vescovo. E si è sanata quella.
In pratica prima (fino a ieri) si diceva, nel can. 1008, che l'ordinazione produce dei ministri sacri. Questi ministri agiscono in persona Christi. Il can. 1009 diceva che i ministri sacri sono episcopi, presbiteri e diaconi.
Il problema era che, anche alla luce della Lumen Gentium, i diaconi fossero sì ministri sacri ma non agissero in persona Christi. (occhio: agire nella persona di Cristo non vuol dire essere Cristo).
Quindi si è fatto così: il can. 1008 ora dice che i ministri sacri servono il popolo di Dio a vario titolo. Il can. 1009 specifica che episcopi e presbiteri agiscono in persona Christi Capitis mentre i diaconi servono nella diaconia.
Tra l'altro questo motu proprio è, su questo punto, solo l'attuazione di un provvedimento che GP2 aveva già approvato nel '98 per il CCC (Catechismo Chiesa Cattolica).
Non si discute, dunque. Niente di nuovo.
Unico dubbio:
Nella più grande oggettività dell'atto papale (e correttezza, e giustizia dal punto di vista legale, ecc) mi vien da dire: perchè fare questo motu proprio proprio adesso?
Forse semplicemente perchè la burocrazia vaticana ci ha messo questo tempo. E allora chiuso il discorso.
Facciamo però attenzione: in un momento in cui
- la gente confonde tra diaconi e preti
- si dibatte di preti sposati (e i diaconi?)
- sembra si torni secondo alcuni a un antico modello di chiesa in cui il prete rappresente Cristo in persona
- i poveri diaconi permanenti sono a volte molto svalutati
- ...
ecco, in questo momento non è un pò "calcare la mano" sottolineare la differenza ontologica tra preti e diaconi? Forse sì. forse no. Anche questo è un dubbio.
sabato 5 dicembre 2009
lunedì 9 novembre 2009

9.novembre.1989 crollo del muro di Berlino

9.novembre.IV secolo. Dedicazione della Basilica Lateranense,
chiesa madre di tutte le chiese di Roma e del Mondo.
il 9 novembre festeggiamo questa chiesa. almeno dal xii secolo.
da 20 anni festeggiamo la caduta di un muro.
che la chiesa sia sempre più capace di costruire case per l'uomo e mai muri anti uomo.
che non coincide esattamente con la nostra posizione
ma certamente fa riflettere.
la fonte è il blog degli amici galilei che vi segnalo e che è
http://gruppogalilei.wordpress.com
l'articolo intero è su quel sito.
Non vogliamo proporre un lungo ragionamento su questo che francamente consideriamo un non problema. Diciamo, forse un poco sorprendentemente, che è proprio in quanto cristiani che vorremmo che il crocifisso venisse tolto dalle scuole. Rappresentazione della sofferenza di Cristo, icona liturgica per eccellenza, legata al venerdì santo, non avrebbe mai dovuto diventare “arredo scolastico”, essere esposto al ludibrio e alla sciocca violenza sgrammaticata di ragazzi senza parole e senza pietà, incapaci di leggere quel simbolo se non come presenza ingombrante, inutile moralismo, bigotteria. Chi ha consentito e continua a consentire il depauperamento di quella rappresentazione per mera convenienza socio-politica, consente a riprodurre in forma grottesca il sacrificio di Cristo mettendosi dalla parte dei persecutori. (...)
Come laici, invece, dovremmo tenerlo. Perché solo una laicità maleintesa è quella per cui gli spazi pubblici non devono avere alcuna coloritura culturale. Anche le strade sono suolo pubblico. Dovremmo vietare le processioni, perché qualcuno si sentirà offeso? Francamente questa idea di laicità è orrenda e totalitaria, e come laici dovremmo seriamente opporci.
Come mai nessuno porta avanti l’unica vera battaglia di laicità di cui la scuola, e il paese avrebbe disperato bisogno: affiancare all’insegnamento della religione cattolica l’insegnamento di storia delle religioni? Il motivo è chiaro. Vi è una convergenza parallela tra il clericalismo che non vuole studi storico critici sul fenomeno religioso, e l’ateismo militante che non vuole che la religione sia fatta oggetto di un qualunque tipo di sapere, perché le scienze umane – per costoro – non hanno dignità. Convergenza tra due sensibilità anti umanistiche.
Fin quando vi sarà la pseudo discussione sul crocifisso, non si parlerà dell’insegnamento della religione nelle scuole e di come ripensarlo. (...)
Altro che crocifisso sì, crocifisso no.
venerdì 23 ottobre 2009
DAN BROWN AVEVA RAGIONE
Gesù appare all'Ikea. Disorientati i teologi: questo dimostrerebbe che ha una moglie.
Tratto da Spinoza.it
lunedì 19 ottobre 2009
RICOMINCIAMO!!!!
Carissimi amici,
purtroppo il nostro link diretto allaspina.tk era andato off-line durante l'estate, ma ora è stato ripristinato.
Buona lettura a tutti!
P.s.: concordo con il Miky su "Angeli e Demoni" ma, come sempre, il libro era 100 volte meglio e devo dire che ho trovato la fotografia e la scenografia del film scarse, poco realistiche.
martedì 13 ottobre 2009
caritas in veritate. un pensiero.
perchè il papa per dare il titolo all'enciclica prende le parole da una lettera del nuovo testamento?
forse perchè l'enciclica è una lettera e allora ci sta, è lo stesso "genere letterario".
solo che stavolta non mi torna qualcosa.
infatti il papa inverte le parole di paolo.
non dice "la verità nella carità" ma il contrario. che significa?
a parte il fatto che la "verità" non viene mai definita in tutto il corso dell'enciclica (ma forse il significato di questa parola va cercato in tutto il resto del magistero papale, e allora equivarrebbe alla verità professata dalla Chiesa), il problema è cruciale.
per paolo infatti quello che affratellava era la carità.
è l'amore che ci fa fratelli, la comunione.
da questa comunione di base partiamo per cercare insieme la verità.
e io, cristiano, ti mostro la verità di gesù cristo, l'unica possibile per me. ma lo faccio nell'amore, amandoti.
qui è tutto il contrario.
quello che ci affratella è la verità.
il fatto che crediamo nella stessa cosa. che non siamo relativisti, che abbiamo come unico centro la Verità. ossia gesù cristo.
solo allora, quando condividiamo la verità, possiamo vivere la comunione.
solo se siamo saldi nella nostra fede, nella nostra verità (che è l'unica)
possiamo vivere la comunione, possiamo vivere l'amore.
ecco il dubbio:
cara santità,
io le voglio un gran bene e prego di cuore ogni giorno per lei e per chi con lei ha scritto quest'enciclica.
ma non le pare che questo discorso faccia del cristianesimo una fede d'élite?
dov'è la testimonianza, la civiltà dell'amore, l'impegno a promuovere la comunione tra gli uomini?
sono pensieri.
un pò tristi, per verità.