di geova, intendo.
sfido chi sta leggendo a spezzare una lancia in favore dei testimoni di geova.
la premessa (ovvia) è che ho un grandissimo rispetto per ciascuno di loro.
per il loro tentativo di coerenza, di adesione alla scrittura,
per il loro vissuto di fede, comunque espressione di un grande bisogno di Dio.
innegabile.
con questo, e tenuto presente che il sogno di andare a scassargli le balle suonando alle loro porte la domenica mattina alle sei con la parola magica "avete un minuto da dedicarci" resta e resterà sempre (magari sarà la proposta alternativa per il mio addio alla condizione laicale?!?!?) oggi ho avuto un bell'incontro con uno di loro.
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i testimoni di geova li conosco abbastanza, li ho studiati a lungo.
effettivamente, oltre ad alcune posizioni dogmatiche decisamente in contrasto con le nostre (tant'è che non sono ritenuti ufficialmente cristiani) e oltre alle traduzioni davvero scientificamente scorrette di non pochi passi delle Scritture (un esempio: la dizione "Geova" è una vocalizzazione del monogramma YHWH del tutto arbitraria e assolutamente non fondata che si contrappone al "solito Yahweh" che invece vocalizza il monogramma con le vocali della parola ebraica che indica il "signore", tanto che gli ebrei pronunciano sempre "Adonai", "Signore", appunto), bisogna riconoscergli alcuni meriti:
- conoscono la Bibbia (certo, la loro traduzione, ma ognuno ha quel che ha) molto meglio di noi e con molta precisione ---> quale cattolico laico "usuale" è in grado di parlare con loro di Bibbia?
- hanno in generale una grande capacità - e desiderio - di incontrarsi e parlare. certo, soprattutto per fare "adepti" come dicono loro. ma quando non ci riescono non se ne vanno con le pive nel sacco.
- hanno un grande desiderio di chiesa delle origini. di tornare alle parole di Gesù.
come al solito, anche oggi mi sono accorto che non possiamo togliere di mezzo il dialogo solo perchè ci pesa o perchè pensiamo che gli altri non valgano quanto noi o raccontino solo fandonie per illudere la gente.
forse la Pasqua, tra le tante cose, ci insegna a provare a immedesimarci una volta di più nel Giuda che tradisce pensando di far bene, nel Pietro che proprio non ce la fa a restare fedele fino alla fine, nel Giovanni che sente il cuore di Gesù eppure non lo capisce, negli apostoli che portano due spade quando Gesù gli chiedeva tutt'altro, in quelli che scappano, che si addormentano, che non vivono da cristiani.
solo la risurrezione li illumina.
illumina anche noi?
effettivamente, oltre ad alcune posizioni dogmatiche decisamente in contrasto con le nostre (tant'è che non sono ritenuti ufficialmente cristiani) e oltre alle traduzioni davvero scientificamente scorrette di non pochi passi delle Scritture (un esempio: la dizione "Geova" è una vocalizzazione del monogramma YHWH del tutto arbitraria e assolutamente non fondata che si contrappone al "solito Yahweh" che invece vocalizza il monogramma con le vocali della parola ebraica che indica il "signore", tanto che gli ebrei pronunciano sempre "Adonai", "Signore", appunto), bisogna riconoscergli alcuni meriti:
- conoscono la Bibbia (certo, la loro traduzione, ma ognuno ha quel che ha) molto meglio di noi e con molta precisione ---> quale cattolico laico "usuale" è in grado di parlare con loro di Bibbia?
- hanno in generale una grande capacità - e desiderio - di incontrarsi e parlare. certo, soprattutto per fare "adepti" come dicono loro. ma quando non ci riescono non se ne vanno con le pive nel sacco.
- hanno un grande desiderio di chiesa delle origini. di tornare alle parole di Gesù.
come al solito, anche oggi mi sono accorto che non possiamo togliere di mezzo il dialogo solo perchè ci pesa o perchè pensiamo che gli altri non valgano quanto noi o raccontino solo fandonie per illudere la gente.
forse la Pasqua, tra le tante cose, ci insegna a provare a immedesimarci una volta di più nel Giuda che tradisce pensando di far bene, nel Pietro che proprio non ce la fa a restare fedele fino alla fine, nel Giovanni che sente il cuore di Gesù eppure non lo capisce, negli apostoli che portano due spade quando Gesù gli chiedeva tutt'altro, in quelli che scappano, che si addormentano, che non vivono da cristiani.
solo la risurrezione li illumina.
illumina anche noi?
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