
Incredibile!
Che non si dica che non voglio bene al Santo Padre, che oggi mi tocca anche a difenderlo.
E' inutile, non ce la può fare: le capacità teologiche di Benedetto XVI sedicesimo sono equivalenti a quelle mediatiche di Giovanni Paolo II, questo è ormai chiaro. Ma in questa società indovinate quale delle due è più utile.
Ora il problema di fondo è il seguente, l'Africa è piegata da un grave flagello: l'Occidente! Certamente stavano meglio quando sulle cartine c'era ancora scritto "hic sunt leones". Ma non vui preoccupate, non ho alcuna intenzione di dilungarmi sui danni provocati dall'Occidente (anche se non ho ancora bene chiaro cosa sia sto Occidnete), sarebbe troppo facile, come sparare nel pollaio.
Quindi vado al dunque.
Ratzinger non ha tutti i torti quando dice che il profilattico sia risolutivo per il probelma dell'AIDS in Africa. Non sto a fare uno sproloquio, c'è chi si è spiegato meglio di me: Umberto Tirelli, esperto nel settore e al di sopra dei sopetti, fa infatti parte del CICAP, organizzazione "non propriamente cattolica". Vi rimando a questo articolo.
Vi chiedendo umilmente perdono per aver utilizzato come fonte quella, quella... (scusate, non mi vengono i termini per definire quanto mi schifa "Il Giornale"), e non l'IHT come siamo soliti fare.
Mi rimane solo un dubbio sull'utilità di sti preservativi con contro l'AIDS (vedi parte finale dell'articolo di Tirelli), un po' come la storia dei soldi che fanno la felicità: "No, però aiutano!".
P.s: dimenticavo però la prima prima legge dello spettacolo: "Bene o male l'importante e parlarne.".
P.s.II: scusate ma il "Livio Fanzaga Show" deve ancora attendere. Non desistete!
Beh, hai pienamente ragione, ed è davvero difficile trovare una posizione equilibrata, eppure basta proprio un po' di buon senso: innanzitutto dovremmo chiederci quale sia la posizione di noi occidentali (o meglio, in questo caso, settentrionali). Imponiamo le nostre soluzioni, e la "compassione laica" con cui diciamo all'Africa le cose "per il suo bene" non è più nè meno che la stessa mentalità imperialista di prima. Anche se in questo caso non facciamo male a nessuno (almeno in questo ambito) siamo noi (che ci riteniamo civili) a procurare la soluzione ai poveri incivili.
RispondiEliminaA parte il contrasto tra culture, determinato dalla voglia di non capire il prossimo, che è alla base del deserto di valori che è andato ad infrangersi sulla ricchezza originaria delle popolazioni (ma guarda un po', non capita un po' la stessa cosa a discapito della nostra cultura da parte del "mondo globalizzato"?), noi dispendiamo consigli, e in questo caso bustine argentate di preservativi, ma quando si tratta di farmaci, brevetti e licenze obbligatorie, invece siamo i primi a tutelare le nostre aziende.
Un po' troppo comodo, no?
E poi, la seconda questione, è questa: la famosa politica dell'A(bstinence) B(e faithul) e C(ondom) non se la è mica inventata il Papa, ma la Croce Rossa.
Quella che la gente, ad ogni rapporto sessuale, usi le protezioni, è una mera illusione, basta guardare da noi.
Se già un ragazzino dalle nostre parti, che di informazione ne ha, non lo usa, o smette di usarlo appena passa qualche mese con la stessa ragazza (come se il passato si "ripulisse"), chi una vita disordinata ce l'ha veramente, dovrebbe essere diligente e preciso proprio in questo ambito?
Secondo me, l'atteggiamento di Ratzinger è, sotto sotto, di un realismo estremo. Non ha detto che i preservetivi "sono uno strumento di peccato", ha detto che non "servono". E la sfumatura c'è.
Ovvio che se si connette questo con il concetto di umanizzare la sessualità, questa sì che diventa una verità un po' scomoda.
Beh, scusatemi per il lungo sfogo, ma su questo sito mi sento tra amici, e mi fa piacere condividere i miei pensieri, anche se disordinati.
ciao!
Grazie Eugenio,
RispondiEliminail tuo commento è veramente formidabile!
Come sempre non posso che fermarmi a riflettere davanti alle tue riflessioni: puntuali e originali.